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13. Elegante dopoguerra

borsalino hatsLa prima guerra mondiale è finita, riprende la vita di tutti i giorni ma anche quella mondana. Nelle sale da ballo torna lo smoking: è corto, a un petto, bombé.

Nei ricchi guardaroba dei nobili della Mitteleuropa, che viaggiano sull’Orient Express si vedono di nuovo i lucidi cilindri. Si torna alle corse e i più giovani hanno in testa il Derby un’aggiornata versione americana della bombetta: più piccolo, meno impegnativo lo si può indossare di giorno anche in città. Siamo negli Anni Venti.

I nuovi feltri di Borsalino reclamizzati nel 1921 da Dudovich si adattano al modo di vestire più disinvolto e consono all’esprit nouveau a cui Le Corbusier intitola il Padiglione dell’Esposizione di Parigi.

Sotto feltri bizzarri si nasconde l’idea artistica dei Dadaisti che rifuggono la razionalità in nome di un’espressione incontrollata e spontanea. E intanto la testa di Pirandello è inseparabilmente ricoperta da classici feltri perfetti e rigorosi come la sua scrittura. I nuovi viveurs frequentano i tabarins e viaggiano sulle lussuose Bugatti.

L’illustrazione italiana” è la rivista di grande diffusione che fornisce le immagini eloquenti dello stile di quegli anni. Il principe Umberto di Savoia si fa fotografare nel suo inappuntabile feltro grigio con tesa a cloche mentre dalla Casa reale inglese arriva una nuova moda: il BERRETTO ALLA WINDSOR che si porta schiacciato su un lato della fronte.

Sono anni d’oro per i berretti: quello à la basque in lana blu lavorato in un solo pezzo con al centro il cosiddetto “lucignolo”; quello in tweed spigato o quadrettato usato per la caccia; quello rigido, blu, di gabardine per gli sport sulla neve e sullo yacht.

Tazio Nuvolari alla guida della nuova Alfa Romeo indossa berretto e occhiali che diventeranno corredo imprescindibile per l’automobilista. I principi di Savoia si fanno fotografare accanto all’aeroplano: reclamizzano la moda del volo e hanno in testa il casco in pelle con soggolo.

I divi dello spettacolo e del cinematografo sono modelli da imitare e Rodolfo Valentino che lancia lo sguardo ammaliatore da sotto l’ala del suo feltro maschettato con nastro a borchie è un irresistibile emblema di fascino.