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13.1 La crisi del ‘29

Humphrey BogartIl 1929 segna il massimo successo del feltro ma anche l’inizio della grande crisi che si farà sentire anche in Italia sia sul mercato interno che su quello estero. La bombetta all’americana e l’Homburg emblematici copricapo dei grandi finanzieri sono testimoni del tracollo della Borsa di New York.

Campagne pubblicitarie su giornali e riviste cercano di arginare il difficile momento che non risparmia i cappellifici: si fa appello all’immagine di Humphrey Bogart con il suo celebre cappello a bandeau portato basso sugli occhi insieme all’altrettanto famoso impermeabile chiaro.

Ancora si tenta di esorcizzare i segnali della grave recessione mondiale che presto esploderà in tutta la sua drammaticità. Un ritorno all’eleganza raffinata fortemente ispirata allo stile inglese contraddistingue la moda maschile dei primi Anni Trenta.

Squash hatAlle corse si va con il mezzo cilindro. Gli squash hats, feltri chiari, morbidi, cardati a mano portati con l’ala abbassata davanti si accompagnano con il gessato alla Gatsby con vita stretta e ben sagomata. Le tinte dei cappelli ampliano la propria gamma in rapporto agli abiti che diventa abituale cambiarsi nei diversi momenti della giornata.

Trionfa il “su misura”, i sarti e le riviste illustrate dettano lo stile della vita elegante.

Ecco quali sono i suggerimenti di “Adam”, la rivista francese della moda maschile:

Mattino
un feltro morbido a pelo medio di tonalità pastello, a mascottatura centrale, cinta bassa in feltro e bottoncino foderato di seta, con tesa larga e un po’ spiovente, per la passeggiata. Per gli affari invece un cappello più piccolo e agile, blu medio a cupola stretta e arcuata con nastro di seta alto e gassa plissettata sulla nuca. In viaggio e in auto laSquash hat tenuta va completata da un feltro in colori caldi dai bordi ribattuti, da un casquette o dal basco Alle cerimonie ufficiali e ai matrimoni il signore indosserà il cilindro nero medio-alto a tesa leggermente arcuata e banda di seta di 5 cm.

Pomeriggio
al club, visite alle esposizioni d’arte, inviti al tea o per il bridge, cappelletto nero in sostituzione della bombetta, in finissimo pelo garenne a finizione rasata.

Sera
per i cocktails, i teatri dei boulevards, cape o smoking hat in feltro nero lucido semirigido, a tesa un po’ rialzata tutt’intorno con piega centrale. Per la gran sera, pranzi importanti, gala a teatro e feste da ballo chapeau claque ovvero piccolo cilindro a soffietto mécanique, versione ammodernata del Gibus di cento anni prima.