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12.3 Cappelli inseparabili

moda di inizio secoloIl cilindro è ancora insostituibile complemento dell’eleganza maschile.

Nella Parigi della Belle époque, spumeggiante di champagne, dove Giovanni Boldini dipinge ritratti che fanno epoca, a Vienna capitale mitteleuropea, nelle tribune delle corse londinesi dove lo si preferisce di colore chiaro con un basso nastro scuro. Per l’ufficialità e le occasioni eleganti è lucido, di morbida seta con la fascia di raso opaco.
Quello che si accompagna al tight è in una media tonalità di grigio, con nastro ton-sur-ton e bottoncino. Il cilindro otto riflessi si porta con lo stiffelius, la redingote e il frac di gala. Benjamin Guggenheim ripeteva agli amici che, come lui, si trovavano imbarcati sullo sventurato Titanic “Indossate frac e cilindro che almeno moriremo da gentiluomini”.

Anche la bombetta continua ad avere un ruolo da protagonista e fa bella mostra di sé sulla testa di Arturo Toscanini. Gli artisti italiani diventano spesso ambasciatori del gusto nazionale.

Puccini si fa fotografare in lobbia, Enrico Caruso trionfa a New York ed a Pietroburgo e di lui si dice che sfoggia “vestiti eccentrici e cappelli di lusso”. D’Annunzio che a Parigi è modello di eleganza non si separa dal suo cappello in feltro rasato, non molto grande, leggermente arcuato e guarnito da un nastro impunturato. Un tocco raffinato è il bottone ricoperto di raso in tinta con il cordoncino che lo tiene fissato in funzione antivento. Il cappello alla D’Annunzio” farà moda tra gli intellettuali innamorati dello stile Liberty: con la gardenia all’occhiello, i guanti di capretto, le ghette sulle scarpe splendenti e il bastone con l’impugnatura a muso di levriero.

Carducci, più sobrio e radicato all’anima nazionale, porta un morbido feltro di colore chiaro a tesa larga: è così che lo si vede a Bologna quando a piedi raggiunge l’Università dove insegna letteratura italiana. I cappelli di feltro morbidi e comodi, con nastro di seta sono i preferiti dalla Scapigliatura e dal mondo dell’arte. Il re Vittorio Emanuele nelle partite di caccia indossa un ampio feltro Fedora, simile all’Homburg, ad ala stretta lanciato da Sarah Bernhardt nell’omonima commedia di Sardou rappresentata a Parigi.