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Estate: la stagione del panama.

Madonna con un cappello Panama

Madonna indossa un panama

Tipico accessorio per l’abbigliamento estivo, chic e un po’ retrò, il Panama è il principe incontrastato dei cappelli di paglia. Si è abituati a immaginarlo calcato sulla fronte di personaggi fumosi nei film in bianco e nero del primo Novecento, ricchi uomini d’affari sudamericani o artisti dal look sobrio e chic dell’era del Jazz. Lo stesso cantautore italiano Antonello Venditti è famoso per la sua collezione di più di venti panama, che esibisce ai concerti. Il Presidente della Repubblica Italiana Napolitano è pure lui un estimatore del panama.

È uno dei pochi cappelli da uomo che ha avuto un trend di crescita delle vendite, in controtendenza con i suoi cugini. Ancora oggi surclassa il pur celebre Fedora (il cappello di Indiana Jones), la bombetta, il cilindro e il classico cappello da uomo in feltro. È status symbol di buon gusto e sobrietà associata agli ambienti dal clima estivo o tropicale.

Teddy Roosvelt

Teddy Roosvel all'inaugurazione del canale di Panama

Il nome panama non deriva dal luogo dove viene fabbricato, bensì da un particolare evento storico.

Diversamente da quanto fa supporre il nome, questo cappello non è stato creato e non viene prodotto nello stato di Panama. É infatti un copricapo di origini Equadorensi, precisamente dalla città di Cuenca: il suo nome originale sarebbe Jipi-japa.
Questo cappello deve il suo nome d’arte a un curioso evento: nel 1906, durante l’inaugurazione del canale di Panama, l’allora presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosvelt, si presentò alla celebrazione indossandone uno di altissima qualità. Le foto di tale evento fecero il giro del mondo, la forma e lo stile esotici del copricapo – nuovi per gli americani – divennero celebri sotto il nome di Panama.

La lavorazione dei cappelli panama richiede abilità manuali ormai sempre più rare, e una procedura vecchia di secoli.

Bianco, color avorio, naturale o anche colorato con toni variopinti e alla moda. Il Panama viene realizzato con

lavorazione

La lavorazione dei panama richiede tempo e abilità.

l’intreccio manuale di foglie di Toquilla (una varietà di palma nana detta anche Carludovica palmata) che crescono i Ecuador, Perù e Colombia. La manifattura di questo oggetto segue uno schema invariato da più di tre secoli: vengono tolti filamenti e nervature, i cilindri della pianta vengono poi tagliati in nastri sottili, fatti bollire e asciugati, e infine sbiancati con lo zolfo. Sono ormai pochi gli artigiani che riescono a realizzare pezzi della miglior qualità in assoluto.

L’intreccio deve essere eseguito in modo da ottenere un copricapo morbido, elastico e indeformabile anche se piegato: qualità tipiche del panama. Si dice che venga realizzato nelle prime ore del mattino, quando l’aria è fresca, per prevenire la rottura delle fibre; le foglie vengono in genere conservate in luoghi umidi per preservarne la morbidezza. Un pezzo della miglior qualità – superfino – può trattenere l’acqua nel suo incavo, come un secchio. Si dice anche che si possa piegarlo tanto da farlo passare attraverso un anello di fidanzamento, senza sformarlo.

I panama possono avere qualsiasi tipo di forma o colore, e vengono distinti in tre cateogorie di qualità: fino, superfino e fino-fino.

sean connery

Il panama è status symbol di eleganza e sobrietà

Le forme in cui viene realizzato sono molteplici: tese di varia lunghezza, molli o rivolte all’insù; teste tondeggianti, con incavatura centrale, o dalle ammaccature laterali. La caratteristica comune a molti panama (e tipica del modello originale) è la cinta nera: sembra che sia un simbolo di lutto in onore della Regina Vittoria d’Inghilterra.

Esistono variazioni sul tema per la cinta, ad esempio Mick Jagger è stato immortalato con un panama dalla cinta rosa.

La qualità di questo copricapo viene determinata dalla densità della sua trama, che varia da 100 a 2000 fibre per pollice quadrato. Per questo viene diviso in tre classi di qualità: Fino, Superfino e Fino-fino. Il modello più esclusivo e di qualità è sicuramente il Panama Montecristi, dal nome della città in cui viene prodotto. Un singolo Panama può costare da qualche decina di euro fino a diverse migliaia di euro.

Alcuni modelli di cappello Panama in vendita sul negozio online RMR

Tipico accessorio per l’abbigliamento estivo, chic e un po’ retrò, il Panama è il principe incontrastato dei cappelli di paglia. Si è abituati a immaginarlo calcato sulla fronte di personaggi fumosi nei film in bianco e nero del primo Novecento, ricchi uomini d’affari sudamericani o artisti dal look sobrio e chic dell’era del Jazz. Lo stesso cantautore italiano Antonello Venditti è famoso per la sua collezione di più di venti panama, che esibisce ai concerti. Il Presidente della Repubblica Italiana Napolitano è pure lui un estimatore del panama.

È uno dei pochi cappelli da uomo che ha avuto un trend di crescita delle vendite, in controtendenza con i suoi cugini. Ancora oggi surclassa il pur celebre Fedora (il cappello di Indiana Jones), la bombetta, il cilindro e il classico cappello da uomo in feltro. È status symbol di buon gusto e sobrietà associata agli ambienti dal clima estivo o tropicale.

Diversamente da quanto fa supporre il nome, questo cappello non è stato creato e non viene prodotto nello stato di Panama. É infatti un copricapo di origini Equadorensi, precisamente dalla città di Cuenca: il suo nome originale sarebbe Jipi-japa. Questo cappello deve il suo nome d’arte a un curioso evento: nel 1906, durante l’inaugurazione del canale di Panama, l’allora presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosvelt, si presentò alla celebrazione indossandone uno di altissima qualità. Le foto di tale evento fecero il giro del mondo, la forma e lo stile esotici del copricapo – nuovi per gli americani – divennero celebri sotto il nome di Panama.

Bianco, color avorio, naturale o anche colorato con toni variopinti e alla moda. Il Panama viene realizzato con l’intreccio manuale di foglie di Toquilla (una varietà di palma nana detta anche Carludovica palmata) che crescono i Ecuador, Perù e Colombia. La manifattura di questo oggetto segue uno schema invariato da più di tre secoli: vengono tolti filamenti e nervature, i cilindri della pianta vengono poi tagliati in nastri sottili, fatti bollire e asciugati, e infine sbiancati con lo zolfo. Sono ormai pochi gli artigiani che riescono a realizzare pezzi della miglior qualità in assoluto.

L’intreccio deve essere eseguito in modo da ottenere un copricapo morbido, elastico e indeformabile anche se piegato: qualità tipiche del panama. Si dice che venga realizzato nelle prime ore del mattino, quando l’aria è fresca, per prevenire la rottura delle fibre; le foglie vengono in genere conservate in luoghi umidi per preservarne la morbidezza. Un pezzo della miglior qualità – superfino – può trattenere l’acqua nel suo incavo, come un secchio. Si dice anche che si possa piegarlo tanto da farlo passare attraverso un anello di fidanzamento, senza sformarlo.

Le forme in cui viene realizzato sono molteplici: tese di varia lunghezza, molli o rivolte all’insù; teste tondeggianti, con incavatura centrale, o dalle ammaccature laterali. La caratteristica comune a molti panama (e tipica del modello originale) è la cinta nera: sembra che sia un simbolo di lutto in onore della Regina Vittoria d’Inghilterra. Esistono variazioni sul tema per la cinta, ad esempio Mick Jagger (link al post: http://www.favolosi-cappelli.it/famosi-cappelli-mick-jagger/ ) è stato immortalato con un panama dalla cinta rosa.

La qualità di questo copricapo viene determinata dalla densità della sua trama, che varia da 100 a 2000 fibre per pollice quadrato. Per questo viene diviso in tre classi di qualità: Fino, Superfino e Fino-fino. Il modello più esclusivo e di qualità è sicuramente il Montecristi, dal nome della città in cui viene prodotto. Un singolo Panama può costare da qualche decina di euro fino a diverse migliaia di euro.

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