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07.1 Fra storia e leggenda

cappellaio stampa

La leggenda attribuisce l’invenzione del feltro all’apostolo Giacomo, fratello di Giovanni evangelista.

Si racconta infatti che, andando per il mondo a testimoniare la dottrina del Cristo, egli abbia escogitato un sistema per alleviare le sofferenze provocate ai suoi piedi dalle lunghe marce alle quali lui che era pescatore mal si adattava.

Raccolse dunque i ciuffi di lana che i montoni la sciavano attaccati ai cespugli e ne fece un morbido strato fra il piede e i sandali. Dopo qualche tempo si accorse che la lana si induriva grazie alla pressione, all’umidità e al sudore.

Quel compatto sottopiede segnò la nascita del feltro.

Si era infatti naturalmente prodotto il processo di agglutinamento che è tuttora l’operazione fondamentale nella fabbricazione del feltro.

È vero che gli antichi avevano l’abitudine di cercare un inventore per ogni cosa, ma ciò che va oltre la leggenda è il fatto che già le prime corporazioni dei cappellai tributavano a san Giacomo una particolare venerazione e lo consideravano il protettore della loro “arte”.

Certo la leggenda rientra anche nel gusto medievale dell’aneddoto agiografico ma non si può ignorare il ruolo che il culto di questo santo ebbe nella diffusione e nello sviluppo del feltro. La località nella quale, secondo la tradizione, fu scoperta la tomba dell’apostolo fu chiamata Santiago de Compostela, nome che deriva da campus stellae il campo indicato miracolosamente da una stella, che divenne meta di uno dei pellegrinaggi più popolari del Medioevo.

E furono proprio i viaggi devozionali verso Compostela che divennero anche occasione di scambi e commerci lungo gli itinerari costellati di luoghi di sosta e monasteri. La pregiata lana spagnola merinos utilizzata dai cappellai per i feltri più fini trovò anche in queste strade della fede la via per trasformarsi in merce di scambio.

San Giacomo si festeggia il 25 luglio. L’iconografia lo presenta come un viandante: sulle spalle un povero mantello, appoggiato al lungo bastone di legno col manico ricurvo, porta in testa il cappello di feltro a larghe tese su cui è applicata una conchiglia1

1. F. MONDOLFO, op. cit., p. 60