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08. Nel Rinascimento

uomo con cappello

Il trionfo del cappello di feltro che certo possiamo considerare copricapo per eccellenza avviene nel secolo XV.

Il gusto estetico che contraddistingue la civiltà rinascimentale prevale in ogni ambito e anche l’abbigliamento diviene elegante e raffinato. I morbidi velluti talora trapuntati di fili d’oro vengono usati per i mantelli bordati di pelliccia ma anche per i grandi berretti imbottiti, anche se i feltri di lana, solitamente di colore nero cominciano ad essere preferiti dai benestanti che amano l’eleganza che viene dalla Francia dove il cappello di feltro si diffonde più rapidamente che in Italia.

Carlo VII è uno dei primi ad indossare un feltro di fine pelo di castoro, segno distintivo della nobiltà che lo preferisce a quello di lana. Così lo ritrae Jean Fouquet in un famoso dipinto conservato al Louvre.

Lo sfarzoso abbigliamento rinascimentale che domina in Italia fino alla prima metà del Cinquecento è testimoniato dalla ritrattistica che il mecenatismo delle Corti ci ha donato in gran copia e che offre splendidi esempi di modelli di copricapo.

Sotto il regno di Francesco I, e siamo nella prima metà del Cinquecento, il sovrano e il suo seguito iniziano ad influenzare fortemente la moda: la Francia indossa feltri a larga tesa ornati con fibbie e piume mentre una piuma adorna anche i berretti di velluto nero a forma piatta.
In Germania i feltri di lana hanno una stretta tesa rialzata mentre l’Inghilterra, poco amante delle novità provenienti da altri paesi, resta fedele a berrettoni e classici feltri con testa alta e media. La Spagna preferisce le forme a cono con cupola alta e sarà proprio lei ad imporre i propri gusti in fatto di moda tanto che anche in Italia si prenderà ad usare la cappa, il corto mantello gettato all’indietro sulla spalla per mostrare la manica a sbuffo. Sulla testa il cappello di feltro a larghe tese ornato di piume.

Mentre i principi del Rinascimento impreziosiscono i loro cappelli con nastri e trine i musulmani diffondono nel sud dell’Europa il loro copricapo in feltro conosciuto col nome di Fez. Il cappello usato dalla nobiltà in segno di rango comincia a diffondersi anche tra i ceti meno abbienti dapprima in forma rotonda, con l’orlo girato verso il basso, il cosiddetto cappello a ruota e poi in altre forme1.

La fine del Cinquecento è segnata da guerre, carestie, devastazioni. Le corporazioni artigiane attraversano momenti difficili, le vie commerciali si fanno pericolose e ardue. La moda, ancora spagnoleggiante, sembra risentire, anche se assai marginalmente, di questa fase di crisi. Il cappello si rimpicciolisce e sulla testa a calottina si poggia un’ala a foggia rialzata. Restano le piume e i ricevimenti di Corte dove il cappello è d’obbligo come testimoniano i quadri dell’epoca.

1. A. COLONETTI G. SASSI M. M. SIGIANI (a cura di), op. cit., p.18 27