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Famosi cappelli: Filottete

FIlottete

Filottete, figura mitologica greca, con un copricapo dell’epoca su una moneta di Bronzo di Homolion in Tessaglia del 330 ca. a.C. che compare in questo articolo su Panorama Numismatico.

Il mito di Filottete è legato alla guerra di Troia ed è stato ripreso liberamente anche dalla Disney nel film animato Hercules (dove non portava il cappello).

Il mito di Filottete

Famoso arciere originario della penisola di Magnesia, possedeva le frecce e l’arco di Eracle, donate a lui (o al padre) dall’eroe che voleva ringraziare in tal modo per aver appiccato il fuoco al rogo dell’Eta. Ma Eracle gli chiese di tenere segreto il luogo della morte e Filottete giurò di mantenere il segreto. Più tardi, tuttavia, pressato da domande, Filottete era andato sull’Eta e aveva battuto col piede la terra nel punto in cui era stato eretto il rogo d’Eracle. Così, senza parlare, aveva però comunque violato il giuramento. Guidava un contingente di sette navi con cinquanta arcieri.

Filottete tuttavia non giunse a Troia con gli altri capi: durante lo scalo a Tenedo, fu morso al piede da un serpente nel corso di un sacrificio (la tradizione vuole per punizione del giuramento violato), vedi anche il rovescio della stessa moneta nell’immagine qui sotto. Altri sostengono invece che fu ferito sempre al piede da una delle letali frecce di Eracle (imbevute del sangue dell’Idra). La ferita diventò ben presto così infetta che emanò un puzzo insopportabile, e Ulisse non fece alcuna fatica a convincere gli altri capi ad abbandonare il ferito a Lemno, allorché la flotta passò vicina a questa isola.

il serpente che morde Filottete

Filottete rimase per dieci anni su quest’isola, allora deserta, e vi sopravvisse uccidendo uccelli con le frecce d’Eracle. Frattanto davanti a Troia i Greci catturarono l’indovino Eleno, e seppero da quest’ultimo che la città non sarebbe mai caduta se Neottolemo ed il possessore dell’arco e delle frecce di Eracle (cioè Filottete) non fossero venuti a combattere in mezzo a loro.

Ulisse partì dunque in ambasciata verso Lemno, accompagnato da Neottolemo e Diomede e convinse Filottete a partire promettendogli la guarigione, a cura dei figli d’Asclepio, i quali sono i medici delle schiere greche. Si racconta infatti che, una volta giunto a Troia, Filottete era stato curato da Macaone. Su questa cura si raccontava che Apollo aveva fatto cadere Filottete in un sonno assai profondo, mentre Macaone aveva sondato la ferita e tolto via col coltello le carni morte, poi lavato la piaga con vino, prima di applicarvi una pianta, il segreto della quale Asclepio aveva ricevuto dal centauro Chirone. Così Filottete è il primo esempio di un’operazione chirurgica sotto anestesia.

Si attribuiscono all’arciere molti meriti in guerra; le sue stragi furono considerevoli e le sue vittime davvero eccellenti.
Igino riferisce che l’eroe uccise tre avversariIn realtà egli uccise Admeto, come ci tramanda Pausania, e poi altri guerrieri troiani, Deioneo, Peiraso e Medone, figlio di Antenore. Secondo alcuni autori, sarebbe stato lui ad uccidere con le sue frecce Acamante, figlio di Antenore, fino a segnare le sorti della guerra, uccidendo Paride.

Alla fine della guerra tornò in patria o, secondo leggende posteriori, scacciato dalla patria, in seguito ad un’insurrezione, e venuto in Italia, nel Bruzzio (regione di Crotone), vi fondò Krimisa, Petelia e Macalla.

Sulla figura di Filottete si basa l’omonima tragedia di Sofocle.

(articolo tratto da Wikipedia)

Sui cappelli nell’antichità vedi anche questo capitolo dei Favolosi Cappelli.

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