Sponsor

Il linguaggio del cappello – Seduzione femminile

Anche per le donne tra Ottocento e primi del Novecento, saper indossare un elegante cappello, magari completato da una fine veletta, significava proporsi come donne “di classe”, raffinate, sicure di sé e del proprio potere di seduzione. Ancora oggi gli stilisti dell’alta moda, di tanto in tanto, conferiscono alla figura femminile una particolare eleganza completandola con copricapo raffinati.

Nelle immagini: il cappello come elmento di seduzione femminile in dipinti di Klimt e Modigliani, e nella moda degli anni Sessanta e di oggi.

schede-cappelli_20_0005.jpgmodigliani.jpganni-60.jpgoggi.jpg

Il linguaggio del cappello – Seduzione maschile

Il cappello classico da uomo, il “Panizza”, per intenderci, per molti decenni tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo, ha significato per coloro che lo indossavano soprattutto eleganza e, con un pizzico di vanità, desiderio di seduzione. Le immagini pubblicitarie dei cappelli maschili puntano infatti soprattutto su questo aspetto: l’uomo con il cappello è un gran seduttore e le donne si voltano a guardarlo!

Nelle immagini: il cappello come elemento di seduzione per l’uomo indosso a Rodolfo Valentino e nelle immagini pubblicitarie “Panizza” e di case produttrici americane e francesi.

schede-cappelli_19_0001.jpgpanizza1.jpgreclame.jpgflechet.jpg

Il linguaggio del cappello – Fanciullezza

Cuffiette e graziosi cappellini sono invece in grado di parlarci dell’età di chi li indossa… i bimbi in culla o nei passeggini non si vedono infatti mai capo scoperto, ma sempre muniti di berrettini e copricapo di vario genere. Un mamma non potrebbe mai accettare di esporre il proprio figlioletto al freddo o al caldo! Vediamo quindi che, non solo presso i popoli Occidentali, i visetti dei più piccoli sono sempre incorniciati da un cappello.

Nelle immagini: bimbi europei, cinesi, tibetani e nepalesi con cappellini e berretti.

bimbo-europeo.jpgbimba-cinese.jpgbimo-nepalese.jpgbimbo-tibetano1.jpg

Il linguaggio del cappello – Cultura

Ed ora ecco il cappello come sinonimo di cultura ed istruzione. Fin dal Medioevo gli studenti Universitari si distinguono per un particolare cappello a punta, la feluca, di differente colore a seconda della città e della facoltà. Dall’America arriva invece il tocco dei laureati. Ma anche presso altre culture, maestri e personaggi colti usano portare particolari cappelli, in grado di mostrare a chiunque la loro caratteristica di persone erudite e sapienti.

Nelle immagini copricapo come segno di cultura: cappelli dei Maestri cinesi, miniatura con studioso medievale, il “tocco” degli universitari americani.

cinese1.jpgcinesi2.jpgminiatura.jpguniversitari-americani.jpg

Il linguaggio del cappello – Nozze

Veli, corone, turbanti ed altri copricapo hanno in tutto il Mondo e presso tutte le culture contraddistinto le spose, e, in molti casi, anche gli sposi, permettendo di riconoscerli come persone “speciali” in un giorno “speciale”. Dal velo delle spose occidentali, alle corone di quelle orientali, fino ai turbanti degli sposi indiani: il bianco da un lato, un turbinio di colori accesi, dall’altro.

Nelle immagini: cartolina con scena di matrimonio dell’Ottocento, copricapo di spose della Mongolia, del Turkmenistan e dell’India.

schede-cappelli_16_0004.jpgcopricapo-orientale1.jpgcopricapo-orientale2.jpgcopricapo-orientale4.jpg